Quanto grande è la forza che ci vuole a stare al mondo nel tempo dell’assedio, colpiti da più lati, – al petto, ai fianchi, allo stomaco, alla schiena; – una sassaiola di botte in punti diversi del nostro sentire e del quotidiano: la paura, l’amore, la rabbia, la tristezza, la delusione, la perdita. Quanto grande è?
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Serie 1, post #24. Ascoltare gli alberi
Le mie vene, da quando ricevono ogni settimana il taxolo senza l’ausilio del PICC, rimosso per rischio di trombosi, sono dure e grezze come corde di juta, corrose come la pelle sotto gli strappi di cerotti, e incattivite come il mio spirito seccato, bramoso di alberi e di bosco subito.
Serie 1, post #23. “C’è come un dolore nella stanza”
Quasi ogni mercoledì mi vesto con cura, e mi trucco anche, come se andassi a una festa. Credo sia il mio modo di dirmi e dire qualcosa, ma non ho capito cosa. Il poco che so è che dalle mie parti c’è dolore. E peso, e perdita. Ciò non è una disgrazia. È solo un evento che accade, come il resto delle cose.
Serie 1, post #22. Come Pollon
Nemmeno il cielo sa quanti e quali guai sono in grado di combinare io, se mi trovo in una situazione per me nuova e gigantesca, madornale, nella quale non so chi sono e perdo la mia piccola quieta strada. Di solito, li combino mentre cerco di aggiustare qualcosa.
Serie 1, post #21. I viaggi di Giovannino Perdigiorno
Chi non ha mai letto le filastrocche e le favole di Giovannino, faccia in modo di rimediare subito. Dopo averle lette, sarà una persona diversa e sorriderà più spesso, anche a occhi chiusi. Giovannino è un bambino dolce che sa come sono fatti i sogni, e come crederci. È anche un esploratore esigente, coraggioso, ostinato, un po’ cavilloso e presuntuosetto.
Serie 1, post #20. Non vederci chiaro
La cheratite è un’infiammazione della cornea. Gli occhi diventano dolenti, gonfi, secchi e molto sensibili alla luce; la vista è offuscata e ridotta, la percezione tattile è sabbiosa. Dev’essere così che ci si sente, forse, dopo aver preso un cazzotto. Il cazzotto, a me, l’ha dato il taxolo.
Serie 1, post #17. I primi cento giorni di chemio
Ieri sera ho festeggiato i primi cento giorni di chemioterapia con un egregio 100% Sauvignon Blanc “Vette” della Tenuta San Leonardo, un Vigneto delle Dolomiti IGT. Era aromatico come piace a me; sapeva di pesca, cedro, tiglio, foglia di pomodoro. Ci ho abbinato un mezzo cartoccio di alici fritte, una calamarata allo scoglio e dei gamberi in tempura, vista mare. Avevo fame di cose buone e belle.
Serie 1, post #16. Gelo di anguria
Mia madre mi scatta una foto mentre dormo, immobile, avvolta nel mio sudario bianco come la mia faccia: sembro morta. Quando mi sveglio, mamma mi dice: “Ti ho fatto il gelo di anguria. È tipico siciliano. Ma non mi è venuto buono, non conosco la vera ricetta tradizionale. Domani faccio la crema al caffè”.
Serie 1, post #13. Scrutini
Di solito, all’inizio dell’estate, mi capita di fare un po’ il punto della situazione, tipo scrutini di fine anno scolastico: che ho combinato? Ho imparato qualcosa? Mi merito i miei giorni in montagna ad agosto, con le escursioni fra i boschi che mi piacciono tanto? A settembre, poi, ho da recuperare qualcosa?
Serie 1, post #12. Fragole
Oltre a trovarci in stagione, oltre alla generosa quantità di fragole che la mia alimentazione include in questi giorni, c’è di più: un’associazione libera che mi viene sempre, sempre in mente alla parola “fragole”. Soprattutto quest’anno.